Il caso dell’omicidio del capotreno a Bologna: l’esito dell’autopsia sul povero Alessandro Ambrosio. Ecco come è morto dopo l’aggressione.
Sull’omicidio del capotreno nelle vicinanze della stazione di Bologna sono emersi in queste ore nuovi dettagli. In particolare, è stata effettuata l’autopsia sul corpo del povero Alessandro Ambrosio, rimasto vittima dell’aggressione da parte di Marin Jelenic. Stando a quanto emerso dai risultati, il 34enne sarebbe rimasto ucciso da un unico colpo letale alle spalle.

Omicidio capotreno: l’autopsia su Alessandro Ambrosio
Ci sono aggiornamenti in merito all’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, ammazzato nelle vicinanze della stazione di Bologna. L’uomo, 34 anni, è stato ucciso da Marin Jelenic che lo ha colpito con un fendente letale alle spalle. Stando ai primi esiti dell’autopsia sul corpo della vittima, infatti, trova conferma la dinamica dell’accaduto.
Dai primi rilievi effettuati dal medico legale è emerso come sul corpo di Ambrosio sia presente una ferita profonda circa quattro centimetri. Il colpo subito, uno solo, ha reciso l’arteria polmonare causando un rapido decesso per emorragia. Pare che la violenza del colpo sia stata tale da far penetrare la lama quasi fino all’impugnatura.
Il ritrovamento dell’arma del delitto
Secondo quanto riportato anche da Leggo, l’arma del delitto, un coltello, sarebbe stata individuata nella stradina che collega il piazzale ovest della stazione ferroviaria al parcheggio dipendenti. Il luogo del ritrovamento coinciderebbe con quello in cui l’indagato, il cittadino croato Marin Jelenic, si sarebbe nascosto dopo l’aggressione ad Ambrosio. Sulla presunta arma del delitto, va detto, verranno svolti adesso ulteriori accertamenti tecnici, tra cui l’analisi delle impronte digitali e il confronto del DNA.
Intanto gli inquirenti sono a lavoro anche per ricostruire meglio il passato dell’indagato. I precedenti di Jelenic in Italia sono noti, ma si cercano ulteriori episodi all’estero per delineare il profilo criminale. In qusto senso, la squadra mobile bolognese, coordinata dalla Procura, ha avviato contatti tramite Interpol con le autorità croate.